domenica 18 dicembre 2011
La vita è una schiacciasassi
Non è che io non gli voglia più bene. E' che voglio soltanto levarmelo di torno. Punto. Voglio respirare. Sarà possibile alla mia età respirare un po'? Dopo cinquantadue anni, sarà possibile? Mi merito un po' di relax alla mia età? La mente sgombra, l'occhio riposato, il cervello fermo? Il cervello che non frulla più rincorrendo mille pensieri, seguendo le sue logiche assurde? Ma lo sai che col discorso del sexishop mi ha tassato tutta l'estate scorsa? Si era messo in mente di aprire un sexyshop. A settantasette anni lui voleva aprire un sexyshop. All'inizio ho cercato di farlo ragionare-Ma che dici, alla tua età imbarcarti in un'impresa del genere, in un settore del tutto sconosciuto, un tipo di commercio che sicuramente ha bisogno di gente giovane, intraprendente...-E che cosa credi? Io sono intraprendete, lo sono sempre stato e nel commercio ho sempre lavorato con successo. E questo è un settore che va forte, sono sicuro che andrà benissimo. Tu sei sempre negativa, non ti entusiasmi per niente, non hai mai capito.- Sì, hai ragione-tagliavo corto. Prima però voleva andare a Capo Verde. Per una botta di vita con un tizio che ha conosciuto in palestra e che ha una casa a Capo Verde. Il clima di Capo Verde fa miracoli e lui pensava di passare un inverno miracolato da Capo Verde! Guarda la fine che ha fatto. Con tutte le sue idee balorde. Una vita sociale brillante! Come, un vecchietto tremolante come lui...ma dove vuole andare!? E mi diceva in continuazione-Tu non hai voglia di vivere, sei triste e squallida, non ridi mai! -E che c'è da ridere, cosa c'è di divertente alla nostra età, pieni di acciacchi come siamo! Se mai possiamo ambire ad un equilibrio sereno e tranquillo, possiamo goderci una buona musica, un buon spettacolo, un bel film, magari una cenetta con gli amici. No, lui voleva una vita sociale vivace, andare dalla signora Tizia che ha una casa di lusso piena di quadri di autore e serve il tè col servizio d'argento. Voleva andare a giocare a carte dalla contessa Caia che ha conosciuto in palestra, una donnetta rinseccolita con capelli platino sempre fatti di fresco. -Vedi la contessa Caia come si tiene! Tu al confronto sembri una pescivendola.- E non si rende conto che le pescivendole oggi sono splendide ragazze che servono al banco della Coop. La pescivendola di cinquant'anni fa era la megera che al mercato urlava la freschezza del suo pesce. Ma lui è rimasto a giusto cinquant'anni fa e io sono la pescivendola di allora. E vai dalla contessa a prendere il tè...vai col tuo labbro pendulo e l'occhio a pesce morto. Mi sono stufata. E non mi importa niente se ora ha bisogno e non vuole star solo. Io sì, voglio stare sola. E non più tardi di quattro anni fa mi toccava la coscia e diceva- Come sei morbida, mi piaci più ora di quando eri giovane!- Già allora dava segni di rimbambimento. . Poi improvvisamente il cambiamento repentino. Tornava dalla palestra e diceva- C'è una signora di una sessantina d'anni...è così agile, così snodata...ah, com'è carina.- E io mi dicevo-Vai, ora s'innamora della signora tanto carina.- Sì, credo che si sia preso una mezza cotta per lei. E Cominciò a guardarmi con malcelato disprezzo.- Perché non fai un po' di ginnastica anche te, lo vedi come sei grassa, come sei sformata.- E io zitta. Che cosa gli vuoi rispondere a uno fuori di testa? -Oggi in palestra ci siamo divertiti. Abbiamo fatto un sacco di risate. E come ride bene la signora S.. Tu non ridi mai, sei tetra. Io voglio essere allegro, voglio ridere. Non mi rimane molto tempo e lo voglio vivere bene. - E guarda un po' com'è finita! Altro che ridere, c'è da sganasciarsi dalle risate : col piede ciondoloni per l'ernia del disco, con il tremore per questa specie di Parkinson che non è Parkinson ma poco ci manca... con l'acidità di stomaco e tutto il resto...è un rudere che giusto ieri si sentiva eterno. Ed io non lo voglio più vedere. Sono stufa . E non mi importa se sorelle e parenti e figli mi guardano nel più benevolo dei modi con sorpresa. Per lo più invece con disapprovazione. Ma come, abbandoni il povero malato? Ebbene sì, si troverà una badante. E chissà , se sarà una giovane procace moldava o romena o che altro...potrebbe essere per lui il toccasana. Vai a sapere...con quel cervello. per quanto mi riguarda voglio solo stare tranquilla con questa cagnetta mostruosa che mi è piovuta addosso e che naturalmente mi vuole bene. Come tutti gli animali che per loro fortuna , e nostra, non hanno un cervello complicato e non pretendono nulla se non un po' d'affetto. Fine dello sfogo. Io l'ho guardata in silenzio e che cosa vuoi dire alla tua migliore amica che ha avuto una vita estremamente complicata, che ha pensato sempre a tutti, alla sorella un po' svampita col marito un po' demente che portava la bambina a giocare al centro commerciale, al figlio scappato in un'isola del Pacifico per sottrarsi ai problemi di una civiltà eccessiva in tutte le sue offerte, alla figlia che ha provato una serie di uomini per poi trovarsi inesorabilmente delusa e single, e infine al marito che ha sempre rimesso a lei i suoi problemi di salute ma poi faceva le sue scelte di vita goderecce? Ti ricordi quando...No, non lo diciamo... son passati più di cinquant'anni da quando eravamo adolescenti innamorate...La vita è spesso una schiacciasassi. -
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento